TIME TO ACT
Il progetto Time to ACT si pone l'obiettivo di indagare, attraverso i dati del Registro Asma Grave (RAG/IRSA), le barriere che ritardano o impediscono l'avvio della terapia biologica e di identificare i pazienti con Asma Grave eleggibili a questo trattamento.
Il progetto nasce come sviluppo della precedente ricerca di approfondimento Time to Breathe, realizzata tra agosto 2024 e marzo 2025, che, analizzando la progressione e le traiettorie della malattia con particolare attenzione all'impatto della latenza terapeutica, aveva evidenziato come il 23% dei pazienti registrati nel RAG/IRSA non fosse in trattamento con biologici nonostante un controllo non ottimale della malattia. Poiché l'Asma Grave si manifesta spesso al termine di una lunga progressione dall'esordio dei sintomi, la presa in carico presso un centro specializzato e l'avvio precoce della terapia biologica possono migliorare gli esiti clinici e modificare l'evoluzione della malattia nel lungo periodo.
Time to ACT ha approfondito questo tema su una coorte di 351 pazienti afferenti a 9 centri del Network RAG/IRSA, non ancora in terapia biologica alla visita basale, seguiti per un follow-up fino a 24 mesi. Attraverso una scheda di raccolta dati dedicata, il progetto ha mappato le ragioni del mancato avvio – in larga parte riconducibili a fattori organizzativi, procedurali e regolatori piuttosto che a una scelta clinica o del paziente – e ne ha misurato le conseguenze: i pazienti che non hanno mai avviato il biologico hanno mostrato una funzionalità respiratoria stabilmente inferiore e un maggior numero di riacutizzazioni, con un effetto proporzionale alla durata del ritardo.
Studiare questi percorsi è fondamentale per comprendere se l'impiego tempestivo delle terapie biologiche nell'Asma Grave possa migliorare il controllo dell'infiammazione, ridurre il ricorso ai corticosteroidi sistemici e preservare la qualità di vita dei pazienti, e per individuare le barriere all'accesso che possono essere rimosse.
TIME TO ACT
è stato realizzato grazie al contributo non condizionante di